venerdì 2 dicembre 2022

LA PRIMA REGOLA


 

Bari. Gabriele, un giovane professore bosniaco di 42 anni è stato appena trasferito in una scuola di periferia nel quartiere Libertà. Il suo obiettivo è far recuperare delle ore di lezione a sei ragazzi che sono stati sospesi per motivi disciplinari e farli ammettere agli esami di diploma. L'inizio non poteva essere peggiore. Si scontra infatti con Nicolas, il leader del gruppo, che lo minaccia con un coltello e gli fa capire quali sono le regole da seguire in classe. Lui però non si dà per vinto e, malgrado la rassegnazione del Preside e degli altri colleghi, riesce a motivare gli altri ragazzi - Talib, Maisa, Petra, Vasile e Arianna, ed entrarci umanamente in sintonia. Ma proprio quando mancano pochi giorni alla fine del corso, Nicolas provoca gli scontri contro i migranti del campo profughi (detto "lo Zoo") che è proprio vicinissimo all'istituto e la tensione sale rapidamente. Resta solo il tempo per un'ultima lezione.



















VICINI DI CASA


 

La tranquilla esistenza di due coniugi di mezza età viene sconvolta dall'arrivo di una coppia di strampalati vicini di casa. La moglie riscoprirà sopiti interessi culturali, il marito deciderà di cambiare completamente vita, distruggendo l'amatissimo televisore e dando fuoco alla sua linda villetta.

Tratto da un romanzo di Thomas Berger - elogiato per il suo caustico umorismo e la meticolosa prosa - narra la notte brava di un'appassita coppia di coniugi sedentari, travolti dalla vitalità sfacciata e sboccata, dalla fantasiosa allegria, dall'esuberanza trasgressiva e un po' perversa di due nuovi vicini. Ultimo film di J. Belushi, morto nel marzo del 1982, è una commedia di farsesca buffoneria, qua e là livida e acre, sottolineata - anche troppo - dalla musica effettistica e ingombrante di Bill Conti. Tutto fa perno su di lui, Belushi, arcangelo del grottesco, samurai della buffoneria, espressionista, eccentrico della risata violenta.













MONICA


 

La californiana Monica torna dopo molti anni nella casa in cui la madre viene accudita da una badante, dal fratello e dalla cognata. Il rientro non è facile perché un tempo la madre l'aveva allontanata da sé per un motivo che non viene rivelato esplicitamente.


Un progressivo e dolente riavvicinamento tra una madre e una figlia dopo una traumatica separazione.

Andrea Pallaoro si rivela un maestro nell'avvicinamento progressivo ad un personaggio raccontandolo grazie a dettagli che si assommano formando tessera dopo tessera un puzzle dell'animo. Non a caso ad un certo punto ne vediamo uno che riproduce gli orologi distorti di Salvador Dalì. Perché è il tempo della distanza che può distorcere non solo le percezioni reciproche ma anche il senso dei legami, impedendo alle lancette di procedere verso una possibile scansione comune del tempo.

Perché Monica ha lasciato (o è stata costretta a lasciare) la madre tanti anni prima ed ora fa ritorno alla casa in cui è nata e cresciuta sperando (senza però esplicitarlo anticipatamente) in un riconoscimento.

Perché la donna, che ha un quasi disperato bisogno di un amore che la sostenga, non è più la persona che ha dovuto lasciare la famiglia. Ora Monica è una persona che attrae l'attenzione di chiunque la veda, che fa massaggi, che non reagisce in malo modo se a un bambino (che si scuserà) sfugge una pallonata contro la sua auto. Perché ha conosciuto molto bene la riprovazione del mondo degli adulti ed ora si accosta a una madre, costretta a letto dalla malattia, con il bisogno di vicinanza e di reciproco perdono che sembra non poter trovare la strada della reciproca confidenza.

In questo film, girato in 4/3 per concentrare l'osservazione sui volti, sui corpi e sui gesti più che sulle parole e privo, come è giusto che sia, di una colonna musicale che non abbia una funzione diegetica, Pallaoro non imita ma si accosta alla poetica e all'estetica di Xavier Dolan, con l'esclusione della tensione pronta per esplodere dei film del regista canadese.

In Monica il tormento è interiore e si esplicita a poco a poco, chiedendo allo spettatore di mettere a disposizione il suo tempo per conoscere e comprendere, nonché sperare in un esito di reciproca conciliazione che apra la strada, almeno in un microcosmo familiare, alle generazioni future che vedano davanti a sé un percorso privo di barriere ed ostacoli dettati dal pregiudizio che impedisce l'ascolto delle ragioni dell'altro. Impedendo agli animi di diventare come piscine infestate da erbacce.


















THE WOMAN KING

 


Nel 1823, il regno africano del Dahomey (all'incirca l'attuale Benin) è minacciato dal vicino e assai più vasto e potente regno di Oyo (all'incirca l'attuale Nigeria e dintorni). Il Dahomey è però uno stato fieramente militarista e ha anche un corpo speciale femminile: le Agojie. Le guida la generale Nanisca, che cerca di ispirare il re Ghezo - a lei particolarmente legato perché in fondo le deve il trono - ad abbandonare la tratta degli schiavi, in favore della produzione e del commercio di olio di palma. La giovane Nawi, una ragazza ribelle che rifiuta di sposarsi come vorrebbe la famiglia, viene nel mentre affidata alle cure dell'addestramento Agojie. La sua astuzia e la sua tenacia la fanno presto notare da Nanisca, con la quale svilupperà un complesso rapporto nel bel mezzo della guerra incombente.













 



GENTE STRANA - WATU WA AJABU


 Gente Strana - Watu Wa Ajabu è un mockumentary che attraverso fiction, documentario e materiale d’archivio racconta una delle numerose missioni dell’organizzazione non governativa CEFA, ONG che festeggia nel 2022 i 50 anni e che da decenni lavora per vincere fame e povertà e portare lavoro in Africa e America Latina, creando modelli di sviluppo sostenibile. Il film, che si snoda tra Bologna e la Tanzania, è diretto da Marta Miniucchi – già regista del docufilm Benelli su Benelli presentato come evento speciale alle Giornate degli Autori e Isola Edipo durante la 78a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e del pluripremiato Green Pinocchio - ed interpretato da Cesare Bocci, Matteo Gatta, Lodo Guenzi, Vittoria Bianchini e Maulidi Kambenga. Spicca nella colonna sonora il brano “Muziki" inciso a Dar Es Salaam da Dargen D’Amico.

Dopo l’uscita al cinema il film sarà prossimamente programmato su Sky Documentaries e in streaming su NOW.

Sinossi: Loris Bonetti è un reporter incaricato di realizzare un reportage sul Cefa attraverso il racconto in parallelo del tanzaniano John Sagala e di Marco Rinoldi, un giovane ragazzo italiano che ha deciso di diventare volontario e seguire uno dei progetti nella regione di Njombe. Entrambi sono figli di allevatori, John in Tanzania ha una famiglia in difficoltà nel gestire l’attività a causa della scarsa preparazione e delle poche risorse, mentre Marco in Italia non vuole avere a che fare con l’azienda del padre. L’esperienza africana e l’operato del Cefa farà crescere entrambi attraverso uno scambio di valori e competenze e anche Loris ritroverà quella parte di se stesso che aveva perduto.

Gente Strana - Watu Wa Ajabu è stato realizzato in collaborazione con CEFA Onlus e con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, e di Gruppo Granarolo, BCC Emilbanca e Deisa Ebano Spa (Zig Zag, Calzanetto e Ebano).